Della Speranza e del Padre Nostro
Che cos’è la speranza?
La speranza è una virtù infusa e soprannaturale, mediante la quale attendiamo, con ferma fiducia, la grazia della salvezza e della vita eterna.
Come possiamo imparare a sperare e a pregare come si deve?
Possiamo imparare a sperare e a pregare come si deve attraverso il Padre Nostro, che Gesù Cristo, nostro Signore e Maestro, ci ha insegnato e prescritto con la sua sacra bocca.
Recitate il Padre Nostro indicando le diverse parti di cui si compone.
Prima domanda. Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il tuo nome.
Seconda domanda. Venga il tuo regno.
Terza domanda. Sia fatta la tua volontà, come in cielo così in terra.
Quarta domanda. Dacci oggi il nostro pane quotidiano.
Quinta domanda. Rimetti a noi i nostri debiti, siccome noi li rimettiamo ai nostri debitori.
Sesta domanda. Non ci indurre in tentazione.
Settima domanda. Ma liberaci dal male. Amen.
Che significano le prime parole di questa preghiera Padre nostro?
Queste prime parole: Padre nostro, servono da preambolo e ci ricordano l’immenso beneficio di Dio Padre, che ci ha scelti come suoi figli adottivi ed eredi per mezzo di Gesù Cristo. Questo dolce nome di Padre ci invita a ricambiarlo con amore e a pregare con grande fiducia.
Che significa la prima domanda: Sia santificato il tuo nome?
La prima domanda: Sia santificato il tuo nome, esprime il desiderio che devono naturalmente avere dei figli ben nati: chiedono che sempre e ovunque crescano la conoscenza, il timore, il rispetto, l’amore e l’onore verso la Maestà eterna, nei loro cuori e in quelli di tutti gli uomini; in breve, desiderano tutto ciò che può contribuire alla gloria del loro Padre, la cui grandezza e bontà sono infinite.
Che chiediamo con queste parole: Venga il tuo regno?
Con queste parole: Venga il tuo regno, chiediamo la gloria del regno celeste e la felicità eterna, affinché ci sia concesso di regnare senza indugio ed eternamente con Gesù Cristo.
Che cosa chiediamo con queste parole: Sia fatta la tua volontà?
Con queste parole: Sia fatta la tua volontà, chiediamo l’aiuto della grazia divina, affinché possiamo compiere sulla terra la volontà del nostro Padre celeste, come la compiono in cielo i beati, con fedeltà, gioia e costanza.
Che cosa chiediamo con queste parole: Dacci oggi il nostro pane quotidiano?
Con queste parole: Dacci oggi il nostro pane quotidiano, chiediamo tutto ciò che ci è necessario e utile per sostenere la vita del corpo e dell’anima, come il cibo e il vestito, la parola di Dio e i sacramenti della Chiesa.
Che cosa chiediamo con queste parole: Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo?
Con queste parole: Rimetti a noi i nostri debiti come anche noi li rimettiamo, chiediamo il perdono e la remissione dei nostri peccati, e dichiariamo di essere pronti a perdonare agli altri tutto ciò che essi hanno fatto contro di noi.
Che cosa chiediamo con queste parole: Non ci indurre in tentazione?
Con queste parole: Non ci indurre in tentazione, preghiamo Dio di sostenere la nostra debolezza in questa vita e di difenderci con la sua potenza contro il mondo, la carne e il demonio; affinché mai, in nessun modo, abbiamo la disgrazia di soccombere alla tentazione e di acconsentire al peccato.
Che cosa chiediamo con queste ultime parole: Liberaci dal male. Amen?
Con queste parole: Liberaci dal male, chiediamo alla bontà di Dio di liberarci e preservarci dai mali dell’anima e del corpo, sia in questa vita, nella misura in cui è utile alla nostra salvezza, sia nell’altra.
Concludiamo con queste parole: Amen, per manifestare la speranza e il desiderio che abbiamo di ottenere tutto ciò che è contenuto nelle sette domande di questa preghiera.
Qual è il riassunto delle prime domande del Padre Nostro?
Le prime quattro domande del Padre Nostro ci indicano i beni che dobbiamo sperare e chiedere in questa vita: il primo, e il più importante di tutti, è l’onore e la gloria della divina Maestà; il secondo è la nostra felicità; il terzo è l’obbedienza che dobbiamo a Dio; infine, il quarto racchiude tutto ciò che è necessario alla vita del nostro corpo e della nostra anima.
Qual è il riassunto delle altre domande?
Le ultime tre domande del Padre Nostro indicano i mali dai quali dobbiamo pregare il nostro Padre celeste di preservarci. Sono, anzitutto, i peccati che ci chiudono l’ingresso al regno di Dio; poi le tentazioni, che ci trascinano naturalmente al peccato, se non siamo protetti dall’assistenza divina; infine, le sventure di questa vita e della vita futura. Così, il Padre Nostro ci insegna a pregare Dio di concederci i beni e di preservarci dai mali.
Recitate il Saluto angelico, in onore della santissima Vergine, Madre di Dio.
Ave o Maria, piena di grazia, il Signore è con te, tu sei benedetta fra le donne, benedetto è il frutto del seno tuo Gesù.
Santa Maria, Madre di Dio, prega per noi peccatori, adesso e nell’ora della nostra morte. Amen.
Qual è l’origine di questo Saluto in onore della santissima Vergine?
L’origine del Saluto angelico è anzitutto l’esempio dell’angelo Gabriele e di santa Elisabetta; poi l’uso e il consenso della Chiesa cattolica.
Qual è il frutto di questo Saluto?
Il frutto del Saluto angelico è, anzitutto, di richiamarci alla memoria, dolce e salutare, della santissima Vergine e dell’incarnazione del nostro Signore; poi di invitarci a cercare il favore di questa Vergine piena di grazia e la sua intercessione presso Dio.
Che cosa ci insegna il Saluto angelico?
Il Saluto angelico ci fa conoscere le ammirabili prerogative e la gloria di questa Vergine incomparabile: l’eccellenza delle grazie e delle virtù di cui fu ricolmata, la sua verginità e maternità, le benedizioni con cui fu colmata fra tutte le donne di tutti i secoli; infine, l’onore che ha di essere la Madre del Re dei re, Gesù Cristo, nostro Signore e nostro Dio, e di averci così donato la grazia e la vita.